I disegni delle opere in questa pagina sono interpretazioni, adattamenti ed omaggi, © Silvana Mariani
In copertina illustrazione Museo del Novecento, sala con opera di Lucio Fontana, Struttura al neon – Tubo di cristallo con neon bianco, 1951
Disegnare al Museo
L’attività di disegnare opere d’arte durante una visita al museo è un’esperienza di valore che supera la mera documentazione di quanto visto.
Visitare luoghi d’arte e cultura è terapeutico: stimola il rilascio di serotonina, riduce ansia e stress.
Osservare bellezza permette di nutrire la propria voce creativa e attivarne il rinnovamento.
Lo schizzo è uno strumento di pensiero. Può fissare stati d’animo che altrimenti andrebbero persi.
Per questi motivi un’attività come disegnare al museo non si rivolge solo a chi lavora con l’immagine o scrive d’arte, ma diventa esperienza utile a tutti per rallentare e godere del momento, che ci si trovi nella galleria dietro casa o in viaggio. In un mondo che va di fretta, invita al benessere dello stare: in un luogo, nel tempo, con sé stessi.
Andar per musei
Mi piace questa espressione, ricorda alcune attività da appassionati come andare a funghi o pescare. Tra chi le pratica ci si riconosce, saluta. Disegnare crea l’occasione per scambiare informazioni sull’attrezzatura, l’allestimento, il luogo. Prende forma così un legame gentile tra sconosciuti.
A volte sono i luoghi a dettare il modo in cui ci avviciniamo alle opere, altre volte possiamo in autonomia determinare la nostra visita. Non c’è un solo modo per stare nel luogo e, nel nostro caso, le modalità si intrecciano all’azione di disegnare e prendere appunti.
Fare le cose in modo diverso può intimidire, ma anche essere stimolante. Se siete abituati a prepararvi prima di una visita al museo, provate ad improvvisare: questo offre un’esperienza più fresca anche se può richiedere maggiore attenzione; viceversa conoscere porta la visita ad un livello superiore, ma spesso viene deviata dalla deferenza. Confrontatevi con la vostra FOMA saltando intere sale delle prestigiose collezioni storiche finché una delle opere non cattura la vostra attenzione; mettete alla prova la vostra base culturale raccogliendo indizi direttamente dalle opere e appuntate le vostre deduzioni come un investigatore, prima di leggere i cartelli. Staccate il biglietto per fermarvi a disegnare una sola opera, avrete tutto il tempo per osservarla a fondo mentre gli altri passano oltre.
A Milano posso consigliarvi di andare al Pirelli HangarBicocca, un ampio spazio ad accesso gratuito per allestimenti di arte contemporanea: le esposizioni durano diversi mesi, potete tornarci più volte e osservare le opere (diffuse in grandi sale) da punti di vista diversi.
Al Mudec cercate le collezioni etnografiche civiche, (anch’esse gratuite): viaggerete per il mondo disegnando e attraverso la pratica potrete assorbire i dettagli estetici di culture lontane nello spazio e nel tempo.
Alla Fondazione Luigi Rovati andate per la curatela che mette in dialogo antico e contemporaneo a partire dal nucleo della collezione dedicato all’arte Etrusca: ogni sala è un mondo a parte, con pregiati oggetti di manifattura artistica e accostamenti eclettici che assorbiranno la vostra attenzione – disegni e appunti vi saranno utilissimi per approfondire in seguito.
All’Armani/Silos troverete una collezione ricca di abiti che hanno fatto la storia della maison, immersi in un’atmosfera elegante quanto intima. Questo è caso in cui le foto da prendere sarebbero talmente tante che finirebbero per trasformarsi in spazzatura digitale. Disegnando si seleziona per archiviare più efficacemente.
All’interno di un museo si creano particolari condizioni che ci fanno sentire accolti. Così diventa facile, anche se non scontato, trovare spazio in posti mai visitati prima. Questo aspetto ci facilita nell’uscire dalla comfort zone, per entrare in una nuova dimensione della creatività personale.
Disegni on-the-go
Con la premessa di mettere l’esperienza al centro della nostra attività di disegno, definire di tenere un certo ritmo rientra nei piani. Il modo di disegnare si adegua, perché lo schizzo non è il fine, ma il mezzo per stabilire un legame con le opere. “Anche se non possiamo capire pienamente ciò che l’artista ha provato, noi sentiamo qualcosa. È lì che vive l’ispirazione – nell’inaspettato.” (Laura Perez, autrice della serie illustrata All it Hides x MoMA).
Esistono tante risorse dove trovare spunti per sciogliere la mano, ed ovviamente io ho i miei metodi. Alcuni di questi sovvertono le regole del buon disegno e darebbero il colpo di grazia ai miei non più giovani maestri delle scuole d’arte, ma non sono la sola a consigliare esperimenti poco convenzionali per liberare la creatività.
Disegnare al museo, nell’accezione che suggerisco, non ha lo scopo di perfezionare le nostre skill di disegno, bensì quello di beneficiare al massimo di tutto ciò che ci circonda in un preciso momento. Per questo nei nostri taccuini dovrebbero trovare posto anche appunti e un pizzico di poesia.
Le parole sono importanti anzi fondamentali per colmare i vuoti e attribuire al disegno veloce il giusto significato. Prendetevi il tempo per attivare il lato sinistro del cervello, dopo aver esercitato con il destro: mettendoli in comunicazione otterrete la figura completa per il vostro notebook.
E se i diari di disegno restano segreti, liberandoci del peso di dover far bene, vi invito invece a diffondere l’ispirazione. Quanto è prezioso trovare qualcuno con cui confrontarsi, raccontare novità e progressi, ispirarsi vicendevolmente (dentro o fuori museo). Condividere è un ottimo modo per attivare la ricerca di compagni d’avventura. Chi trova Art Buddies trova un tesoro!
Voi andrete a disegnare al museo?
Se capitasse di incrociare le nostre agende, vi racconterò con piacere trucchi e segreti della mia collezione privata di… schizzi da museo.
Leggi anche il mio articolo Substack (Fine Line)
Save The Date! A Gennaio vi racconterò Disegnare al Museo nel workshop organizzato da SAYPAPER
Nel tempo che avremo a disposizione suggerirò alcune tecniche per sciogliere la mano e riempire lo sketchbook, ma anche modi alternativi di visitare i luoghi dell’arte: approcci non lineari e semplici esercizi per sperimentare nuovi punti di vista. Non a caso il titolo esatto del workshop è “Disegnare al museo: andar per luoghi d’arte con occhi nuovi”.
Durante il webinar non disegneremo, l’accento resterà sull’esperienza e sulla condivisione. I diari di disegno possono restare segreti, ma creare connessioni è parte del beneficio generato dalla pratica, quindi ci saluteremo solo dopo aver costruito insieme una lista ragionata di luoghi migliori per disegnare: musei, spazi culturali e gallerie, angoli silenziosi e accoglienti testati dagli Art Buddy.
Scopri il programma del workshop
Ho visitato la mostra Metafisica/Metafisiche con il concept di un nuovo progetto acceso nella mente, diretta, per risonanza, verso le opere adeguate a svilupparlo… Vai al post
Sentite il crepitare della carta velina che lo avvolge, quando lo apro? Al tatto la pagina interna è piacevolmente liscia, fresca e tiepida per effetto sinestesia del colore… Vai al post
Qualche disegno per completare l’esperienza di una visita speciale alla Villa Reale di Monza allestita con le opere di Pistoletto… Vai al post
Il giusto sketchbook è motivazione formato tascabile. Per il primo evento di Disegnare al Museo ho provato un notebook dal design essenziale, in pregiata carta… Vai al post
Siete pronti a diventare curatori delle vostre esperienze museali? Pagina dopo pagina, quaderno su quaderno, prende forma una collezione privata che attribuisce nuovo senso al tempo speso nei luoghi d’arte… Vai al post
Il bello di disegnare al museo è anche poter chiudere gli appunti in un notebook che sia più diario segreto che sketchbook, lasciando fuori l’ansia della bella copia e concedendosi pensieri liberi… Vai al post
Disegnare al Museo è un’idea di Silvana Mariani, illustratrice professionista che collabora con realtà italiane e internazionali intrecciando la personale visione estetica con i valori promossi dai committenti, in un equilibrato mix di divulgazione ed evocazione. Il digitale è parte integrante dei suoi processi creativi e di progettazione, così come il taccuino per annotare le idee che ancora devono prendere forma.













